Questo Orishà si identifica con il Tempo, traduzione del nome congolese Katende, sincretizzato con san Lorenzo (per altri San Francesco). E’ la Storia nella sua totalità, l’insieme delle storie di ogni epoca. Il tempo è qui inteso anche come Destino che domina sulla creazione e che riconduce alla Fonte ogni cosa creata. Ifà è il Signore di Ifé Ifé, la mitica città degli Orishas conosciuta anche come Aruanda, la Gerusalemme celeste africana.

E’ un spirito che non può incorporare a causa del sue essere altamente metafisico, perciò il suo linguaggio è compreso solo dai sacerdoti con l’intermediazione di Exù messaggero. Ifà è il gran sacerdote, il guardiano degli archivi karmici situati negli alti piani spirituali e padroneggia i disegni del Destino, di cui conosce i segreti. I suoi sacerdoti sono chiamati babalawôs e usano due mezzi per entrare in comunicazione con questo Orishà: delle piccole noci di cocco dette opelè e le conchiglie consacrate, cioè il gioco dei buzios.

Ifà, a differenza degli altri Orishà, non richiede offerte rituali; lo si prega nei momenti di estremo dolore e disperazione, con la richiesta di alleggerire la Sorte avversa, poiché solo lui può agire per modificare il karma personale.