Molti sono i nomi con cui viene chiamato questo Orishà: Nana Buruku, Nàná Bùkùu, Nanà Brukung e in molte regioni dove è presente il suo culto “Nanà” è il termine utilizzato per indicare un’anziana, mentre in origine significa “Madre”. In alcuni miti vive in una grotta sul fondo di un fiume o di un lago e i suoi punti di forza sono le acque profonde e calme del fiume o del lago o i fanghi della palude. E’ considerata la più antica delle entità collegate all’acqua e richiama le acque primordiali esistenti prima della creazione della Terra. Rappresenta l’archetipo della donna anziana (la saggia) ed è la reggente del polo negativo della Linea dell’Evoluzione. Calma, dignità e gentilezza sono gli attributi associati ai suoi figli, che sono amanti dei bambini e possiedono dolcezza e pazienza.
Nanã è la Grande Madre Terra, Signora dei pantani e del fango primordiale, il luogo che permette alla vita generata da Yemanjà di evolversi e riprodursi. Ella è la prima Grande Madre del mito, la Madre delle madri di tutti gli Orishas. Costei è la guardiana della soglia, del passaggio tra la vita e la morte. Nel sincretismo, è sant’Anna, madre della Vergine Maria nella tradizione cristiana e di Yemanjà nell’Umbanda. E’ molto antica e temuta, poiché è colei che generò la morte. Suoi luoghi di culto sono le rive dei mari e dei fiumi, i luoghi fangosi, le paludi ma anche i boschi di bambù, pianta considerata sacra ai morti e passaggio mistico tra due mondi.
Nanã rappresenta il matriarcato della Terra, l’antica energia originaria che si prende cura dei suoi figli e nipoti. Rappresenta l’intero viaggio della donna, dalle passioni istintive e focose di Oduduà (la fertile terra primigenia), fino alla maturazione compiuta e alla castità di Nanã Burukù, una delle manifestazioni più conosciute in Brasile. E’ Mãe de Santo, la sacerdotessa depositaria di millenni di conoscenze esoteriche racchiuse nel cuore della Terra, che si è ritirata a vita privata cedendo il ruolo di regina a Yemanjà, ma che in silenzio vigila su segreti che è bene che restino celati. Nanã ha inventato la danza e l’ha insegnata agli uomini come forma di preghiera. Costei purifica da tutti i mali e le preoccupazioni nel sottosuolo, dove trasforma l’energia densa in positiva.
Nanã è uno degli Orishà primordiali e può essere considerata la Madre Antica, Dea Paleolitica, il volto femminile di Dio, la forza generatrice primigenia. E’ Colei che ha donato il fango dal quale furono costituiti gli esseri umani, poi vivificati dal soffio divino di Padre Oxalà. Nanã è, perciò, la Signora della Terra ancetrale, Colei che permette lo sviluppo e l’evoluzione della vita generata da Yemanjà. Ella regge il momento della nascita e quello della morte, cioè gli stadi di passaggio dal piano dello Spirito a quello della Materia. Quando è l’ora della dipartita, Ella interviene calmando il cuore e annebbiando i ricordi della vita appena trascorsa, affinché gli esseri viventi siano pronti a ricominciare un’altra esistenza. Tutto è generato da Lei e a Lei tutto ritorna, nel seno della Terra, perché possa ricominciare. Nanã incarna la saggezza della maturità e rappresenta per la donna l’età della menopausa, il tempo in cui le energie femminili non sono più dirette alla funzione procreativa e possono essere impiegate per altri scopi. L’energia di questo Orishà è densa e porta rallentamento e stasi, momenti necessari quando abbiamo bisogno di effettuare un processo di separazione e smistamento, come quando nei laghi l’acqua chiara della superficie si separa dal limo del fondo. L’energia di Nanã è lenta, calma e malleabile, proprietà queste che le permettono di ammorbidire i campi emotivi più duri e chiusi e di indurre un cambiamento di idee, schemi di pensiero, atteggiamenti e abitudini consolidate, emozioni negative persistenti e strutture stabilizzate. E’ la Signora della Consolazione e, come un’anziana nonna, rappresenta la saggezza, l’esperienza, la pazienza. Nanã è la sacerdotessa depositaria di millenni di conoscenze, racchiuse nel suo caldo e oscuro grembo terroso, dalle profondità del quale Ella veglia sui segreti dell’esistenza. Ella ha inventato la danza e l’ha donata agli uomini come forma di preghiera. Nel sottosuolo Nanã inghiotte i mali e i dolori dell’umanità, trasmutando le energie dense che vengono assorbite dalla Terra.
Giorno: sabato
Parola o Azione: indulgenza, pazienza, dolcezza
Richiesta: decantare, trasmutare
Elemento: acqua-terra
Punto di forza: fondo dei laghi, acque profonde, paludi e pantani
Sincretismo: Sant’Anna
Colore: bianco con strisce blu; in Brasile, il lilla
Saluto: Saluba Nanà! (“Salve nonna!”)
Simbolo: corona di buzios (conchiglie)