Oxumaré è l’Orishà associato al movimento, al dinamismo presente nella vita, di cui è custode e garante. Egli, infatti, rappresenta il ciclo delle acque, che evaporano dalla terra e vengono trasportate dal vento, per poi tornare alla terra sotto forma di pioggia. E’ identificato con il serpente, che rimanda altresì alla kundalini. Oxumaré è considerato androgino ed è associato alla ricchezza e alla prosperità. E’ l’Orishà del rinnovamento, colui che muove l’energia stagnante che impedisce il percorso evolutivo degli uomini, rendendoli poco ricettivi verso il nuovo. Mobilita o paralizza coloro che, per ignoranza, si allontanano dalla Linea dell’Amore, di cui è reggente nel polo negativo.
Oxumaré, sincretizzato con San Bartolomeo, è l’Orishà serpente, Signore del movimento e coordinatore del ritmo dell’universo. Senza di Lui, tutto sarebbe immoto e congelato in un tempo senza tempo. Nel mito viene considerato androgino (sei mesi maschio e sei mesi femmina), sebbene sia un’unica entità con la sua controparte femminile, Ewà. In Africa quest’ultima è legate alle sepolture, mentre in Brasile Ella è il nume tutelare delle fonti, a metà strada tra la guerriera Yansã e la dolce Oxum. In realtà, Oxumaré ed Ewà sono due Orishas distinti ma complementari. Entrambi, insieme, danno luogo a una sinuosa e ipnotica danza d’amore, che muove tutto il creato e lo mantiene in equilibrio all’interno di un flusso senza fine. Si crede che per sei mesi all’anno ruoti intorno al mondo e per i restanti sei disperda le sue spire luminose nell’universo, lavorando in sinergia con Irokò. Quest’ultimo è l’albero sacro, l’axis mundi generato da Olorum, il Dio Supremo (uno è la ruota fisica dell’ingranaggio e l’altro la forza motrice che lo fa funzionare).
Oxumaré è il Signore della ricchezza e dell’abbondanza e viene identificato con l’arcobaleno, il serpente del cielo. Come Nanã, fa parte degli Antichi, gli Orishas che già erano qui all’inizio dei tempi, molto prima della venuta dell’uomo, che nacque col parto mistico di Yemanjà. La traduzione letterale del nome di questo Orishà significa “corona luminosa della luna” e incarna numerose simbologie: il serpente che si attorciglia su di sé per mordersi la coda è l’eterno ciclo di metamorfosi, di morte e rinascita cui ogni cosa è soggetta. Oxumaré è inoltre il Signore delle scienze esoteriche, della ricerca e della conoscenza.
Giorno: martedì
Parola o azione: rinnovare, muovere
Richiesta: rinnovamento
Elemento: ciclo dell’acqua
Punto di forza: arcobaleno, vapore delle cascate in cui si forma l’arcobaleno
Sincretismo: San Bartolomeo
Colori: verde e giallo
Saluto: Arroboboi! Aoboboí! (“Salve Signore delle Acque Supreme”, “Salve Signore dell’Arcobaleno”
Simboli: serpente, arcobaleno, una grande conchiglia
Oggetto: ebiri (scopa di foglie di palma), serpente di ferro battuto
Ombra: unioni non equilibrate, emozioni stagnanti